Categoria: Sostenibilità Ambientale
The European House-Ambrosetti, Sistema Moda Italia, Camera Nazionale della Moda Italiana e Confindustria Venezia- Rovigo Criticità hanno presentato all’ultimo Venice Sustainable Fashion Forum il report Just Fashion Transition sulle sfide e opportunità della transizione sostenibile nel settore fashion.
Obiettivo principale del Forum, a cui sono intervenuti istituzioni, brand, professionisti di filiera, rappresentanti del mondo dell'industria e dell’impresa, Ong, è quello di accelerare un percorso di transizione sostenibile in un settore che soffre di carenza di dati e di strumenti di misurazione standardizzati.
Lo studio ha valutato le performance economico-finanziarie di 2.700 aziende della catena di fornitura, la sostenibilità di 167 aziende della filiera italiana, e ha analizzato gli strumenti di gestione della sostenibilità delle 100 più grandi imprese europee.
Lo studio fa presente che, oltre a mancare dati univoci sugli impatti globali ambientali (a seconda delle stime tra il 2% e l’8,1% delle emissioni complessive) e sociali del settore moda, secondo i dati Ue il 75% delle esternalità negative sia prodotto all’inizio della catena del valore, fuori dall’Unione europea.
Questo non ci deve far stare tranquilli perché gli impatti ambientali procurati in questi paesi danneggeranno sicuramente tali paesi, ma apporteranno cambiamenti climatici globali, porteranno inondazioni e carestie provocando milioni di migranti climatici.
L’Unione europea, con l’introduzione di strumenti obbligatori o volontari, ha l’obiettivo di standardizzare la misurazione della sostenibilità di imprese e prodotti. Strumenti che cercano sempre più di aumentare il livello di trasparenza dei brand e di responsabilizzarli nei confronti della filiera di riferimento: secondo fonti comunitarie oggi gran parte dei brand ha assunto impegni e definito obiettivi di sostenibilità, ma meno della metà di questi è in grado di fornire evidenze che supportino tali dichiarazioni, rendendole fuorvianti e infondate. L’Europa, d’altra parte, si è posta l'ambizioso obiettivo di diventare il primo continente neutrale per emissioni di carbonio entro il 2050 e ha redatto una tabella di marcia di misure con obiettivi intermedi per il 2030. Il pacchetto "Fit for 55", approvato dall'Ue nel luglio 2021, ad esempio, prevede una riduzione del 55% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, un aumento al 40% della quota di energie rinnovabili nel mix energetico e un obiettivo di efficienza energetica del 36%. Il Green Deal dell’Unione europea e la “Strategy for Sustainable Textiles” promettono un’accelerazione senza precedenti sulla sostenibilità del settore fashion attraverso 25 linee di azione da implementare entro il 2027 per assicurarsi che, entro il 2030, i prodotti venduti nell’Unione europea siano duraturi, riciclabili, non pericolosi e a basso impatto sulla sostenibilità. Queste linee d’azione si integrano in un sistema di iniziative lanciate dall’Europa per aumentare la trasparenza e migliorare le performance di sostenibilità delle aziende. Per maggiori dettagli si rimanda alla sintesi del report Just Fashion Transition.
Tra le proposte formulate da The European House - Ambrosetti si evidenzia quella di promuovere una maggiore consapevolezza delle aziende sui temi della sostenibilità, sia ambientale che sociale. Perché il rischio che si corre è quello di cadere nelle false lusinghe del Green Washing.
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