Categoria: Fake News Ambientali
Mentre nei precedenti post abbiamo parlato di Greenwashing in
questo post parliamo di Circular Washing che una più recente e più pericolosa
insidia per i consumatori.
Il Circular Washing è più insidioso del Greenwashing, perché
comunemente si tende a pensare che tutto ciò che è circolare ovvero ottenuto da
processi circolari che chiudono il ciclo di vita di un prodotto/servizio sia
positivo per l'ambiente. Infatti, per quanto l’Economia Circolare miri a
minimizzare l'utilizzo di materia prima vergine per rendere più efficiente
l’uso delle risorse naturali, al fine di diminuire l'impatto sull'ambiente di
un prodotto/servizio non sempre il processo di riciclo riduce gli impatti
ambientali generati dal prodotto/servizio lungo tutto il ciclo di vita ovvero
non sempre genera un beneficio per l'ambiente, in quanto, i processi di riciclo
sono energivori, consumano risorse ed hanno impatti ambientali che a volte
azzerano i benefici ottenuti.
Ne è un esempio il processo di riciclo della carta. Quando il
riciclo della carta era fatto con l'impiego di cloro per deinchiostrare, il
processo era talmente impattante, per via dei reflui scaricati nei corpi
idrici, che annullava il beneficio ottenuto dal riciclo dei rifiuti di carta.
Grazie alla analisi LCA Life Cycle Assessment, alla
certificazione PEF Product EnvironmentFootprint
Una analisi LCA è un formidabile strumento di supporto alle
decisioni che consente al decisore di prendere le decisioni più sostenibili sia
da un punto di vista ambientale che economico e sociale. Esistono anche altri strumenti meno analitici che possono cmq dare una idea del livello di circolarità di un prodotto come la Valutazione della Circolarità.
Per ridurre il fenomeno del Greenwashing e del Circular Washing la Commissione Europea, nell'ultimo pacchetto sull’Economia Circolare, ha
proposto di inserire due emendamenti sull’attuale normativa con l’obiettivo di
sanzionare la pubblicità ingannevole e le inique pratiche commerciali. Questi
emendamenti, se saranno approvati, consentiranno di sanzionare le aziende che
utilizza in maniera distorta o sovra enfatizzata caratteristiche ambientali di
un prodotto/servizio con una ammenda pecuniaria che può arrivare fino ad un
massimo di 5 milioni di euro. A cui può essere aggiunto il ritiro della
campagna promozionale dal mercato, con relativa perdita di tutti gli
investimenti pubblicitari, e a volte l’inibizione a lavorare con la pubblica
amministrazione se questi comportamenti scorretti si sono verificati
nell'ambito di capitolati e appalti della pubblica amministrazione.
E’ importante che le aziende comprendano che una
pubblicità seria effettuata con dati certificati con una analisi LCA porta
risultati competitivi molto migliori rispetto a quelli ottenuti da aziende che
utilizzano pubblicità ingannevole o che non fanno alcuna dichiarazione in
merito alle caratteristiche ambientali dei loro prodotti/servizi.
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